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Lo Scultore della Statua

 

 

Le tre icone realizzate da Francesco Verzella, all'interno della Parrocchia S. Gennaro. A partire da sinistra troviamo la Madonna del Buon Consiglio, Maria Assunta in Cielo, S. Luigi Gonzaga.

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La statua lignea della Madonna del Buon Consiglio fu scolpita nel 1817 dallo scultore napoletano Francesco Verzella, fratello maggiore di Giuseppe, scultore della statua della Madonna dei Martiri, nostra Compatrona.
Lo scultore britannico Henry Moore ha detto che nell’opera d’arte è essenziale non la materia, né la tecnica della realizzazione, ma l’idea. Francesco Verzella (come anche suo fratello) ha dato alle sue opere, sparse nell’area meridionale d’Italia, una importanza artistica immortale ed un senso religioso profondo.
La statua è uno dei gioielli del vasto patrimonio artistico-sacrale della nostra città di Molfetta, custodita nella parrocchia S .Gennaro. Quando ci si ferma davanti alla statua, il primo elemento che colpisce è il dolce e materno sguardo della Vergine, unito al soffuso sorriso delle piccole labbra, che invita il fedele alla tenerezza del cuore e a seguire i suoi “consigli” con una calorosa sicurezza, tipica di tutte le mamme, che amano infondere fiducia e coraggio nei propri figli. Il suo volto è dolcemente inclinato verso quello del Bambino quasi ad ascoltare le parole che le sta dicendo con amore figliale.
Ma chi era Francesco Verzella?
Fonti attendibili (Archivio Storico Diocesano di Napoli) ci dicono che Francesco nacque a Napoli il 28 marzo 1776 da Giovanni Battista Verzella e da Orsola Rispoli ed abitava vicino alle gradelle di S.Giuseppe n.20 a Napoli. Fu padre di due figli, anch’essi scultori: Luigi (nato dal primo matrimonio con Maria Gaetana Teresa Landi) e Ferdinando (nato dal secondo matrimonio con Maria Pennino). A Francesco Verzella è attribuita altresì la statua dell’Assunta (1809) e di S.Luigi Gonzaga (1814), conservate presso la medesima parrocchia, nonché la statua di S.Giovanni apostolo, realizzata nel 1830 e portata in processione fino al 1926, anno in cui Cozzoli realizzò una nuova statua del discepolo prediletto di Gesù.
Francesco avrebbe dunque mostrato di intrattenere con la committenza locale rapporti di consuetudine cui probabilmente non era del tutto estranea la figura del vescovo Mons.Filippo Giudice Caracciolo (1820-1833) napoletano di origine e, dopo l’esperienza molfettese, cardinale nella sua stessa città. Si pensa che Francesco Verzella sia morto nel 1835; la sua attività di scultore passò nelle mani prodigiose del fratello Giuseppe.
A proposito di Francesco Verzella, si racconta che nel 1818 il Beato Gaetano Errico (1791-1860), mentre pregava nel coro, ebbe una visione di S.Alfonso Maria de’ Liguori (fondatore dei Padri Redentoristi), per comunicargli che Dio lo voleva come fondatore di una Congrega religiosa, quella dei Missionari dei Sacri Cuori, offrendogli come “segno” la costruzione in Secondigliano (Napoli) di una chiesa in onore della Vergine Addolorata. Terminata la costruzione della chiesa, sull’altare maggiore fu collocato un quadro dell’Addolorata.
Ma don Gaetano ha una sua idea nascosta da realizzare: nel 1835 commissiona una statua dell’Addolorata a Francesco Verzella, il quale lavorava a Napoli in una bottega artigiana accanto alla chiesa di S.Nicola del Pozzo, nella strada dell’Arcivescovado.
Lo scultore ascolta attentamente le specifiche artistiche ed espressive che don Gaetano vuole e lo rassicura. Ma alla prima prova, il volto della Madonna, perfetto e dolcissimo, non soddisfa il committente. Ciò che lui vuole è qualcosa d’altro. Infatti don Gaetano ha dentro di sé un’immagine difficile da descrivere, ma reale, a lungo vissuta e amata.
Il povero Verzella si danna l’anima per accontentarlo, rifacendo e correggendo per ben quindici volte fino allo scoraggiamento. Sta per cedere e rinunciare. Un ultimo ritocco e poi comunque vada è deciso a non metterci più le mani.
E finalmente don Gaetano, emozionato fino ad arrossire, si ferma incantato: E’ proprio Lei. A che cosa corrispondessero quelle splendide fattezze e quella espressione intensa non è dato sapere. Don Gaetano cercava la Madonna dei suoi sogni, delle sue visioni, quella che era sempre a fianco a S.Alfonso, quando questi gli parlava dei progetti da realizzare. Una Madonna del dolore e dell’amore colta nel momento in cui, ai piedi della Croce, sta aspettando che le consegnino il Figlio per la sepoltura.

 

Prof. Cosmo Tridente

 

*immagini di Francesco Panunzio e Pietro Angione

 

 

 

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