Maria SS. del Buon Consiglio

 

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La Statua

 

 

L'autore della Statua lignea della Madonna del Buon Consiglio è il napoletano Francesco Verzella, fratello di Giuseppe Verzella delicatissimo scultore della Statua della Madonna dei Martiri nel 1840. Qui Francesco Verzella ha espresso il meglio della sua fede e della sua arte.

La Vergine (h. m. 2.40), dal volto soffuso di estasi divina, sembra raccolga silenziosamente una preghiera del Bambino Gesù. Quattro Angeli reggono il concerto estasiante della divina Consigliera Maria Madre di Dio. Le trombe dei due angeli a destra e a sinistra sono di richiamo alla generazione umana intristita dal mondo che va nel suo lento pellegrinare. L'angelo del secondo ripiano di destra attende che l'uomo risponda al richiamo, mentre l'angelo su cui sembra poggiare l'insieme ritmico e altamente artistico di questo lavoro ricorda, col cartiglio, le parole che la Chiesa pone sulla labbra della Vergine: "Meum est Consilium".

Sembra un dipinto: la sua bellezza è nel modo con cui le immagini si muovono quasi pittoricamente nello spazio e, componendosi in assoluta libertà, si trasfigurano con molteplici colori(prevale il celeste dei drappeggi della Vergine e del Bambino).

Questa meravigliosa opera d'arte (firmata e datata 1817 sulla parte posteriore della Statua) arricchisce una pagina di storia dell'arte in puglia. Le labbra piccoline della Madonna sembrano suggellate, ma una misteriosa corrente d'ineffabile affetto corre dalla sua pupilla a quella del Bambino Gesù.

 

Sintesi curata da FrancescoPanunzio
                                            citazioni dal libro:
                                                                 ”La Confraternita di Maria SS.
                                                                   del Buon Consiglio a Molfetta”
                                                          di Graziano Bellifemmine
                                                         Edizioni Cooperativa “Il messaggio”s.r.l.
         

Altre notizie

 

L’iconografia raffigura la Vergine seduta su una nube. Con la mano sinistra regge il Bambino e con la destra stringe al suo petto una rosa, che simboleggia l’ardente amore materno di Maria verso i suoi figli. Il capo della Madonna è leggermente reclinato a sinistra, quasi ad ascoltare le parole che le sta dicendo il Bambino, mentre il suo sguardo è rivolto verso l’umanità. Dalla nube spuntano quattro Angeli in atto di sostenere la Vergine nel momento della sua traslazione da Scutari a Genazzano, come vuole la tradizione. Due di essi stringono nella mano una tromba, quasi ad annunziare a tutti i fedeli la venuta della Madonna. Un terzo, quello su cui sembra poggiare l’intero complesso artistico, ricorda con il cartiglio le parole che la Chiesa pone sulle labbra della Vergine: Meum est Consilium, ossia “è di mia pertinenza l’autorità di consigliare” (“consiglio” dal latino consulere = consultare). La statua della Madonna fu incoronata nel 1988 da don Tonino, allora Vescovo della Diocesi, per volontà di don Saverio De Palma, parroco pro-tempore di S.Gennaro. Nel 1996, a causa dell’incuria del tempo, fu restaurata da Antonio Franco di Bari (figlio del noto restauratore prof. Cesare Franco) a devozione dei coniugi Annese Giovanni e Squeo Isabella.

                                                                                              Prof. Cosmo Tridente

 

*Immagini di Francesco Panunzio

 

 

 

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