REGESTO
DELLA CONFRATERNITA DEL BUON CONSIGLIO
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1814 (1° gennaio): viene istituita dal parroco Francesco Saverio Luigi Nisio la Confraternita del Buon Consiglio. Nello stesso anno il Nisio scrive in forma completa tutte le Regole (39 articoli) che sarebbero servite per l’andamento spirituale e caritativo della Confraternita (assegnazione di tre letti a favore di ragazze povere, figlie di confratelli, fornitura di coperte all’ospedale civile).
Secondo il vigente Codice di diritto canonico (canone 312 e seguenti), promulgato nel 1983, la “Confraternita” o Congrega (dal latino medioevale cum fratres =fratelli insieme) è un’ associazione pubblica di fedeli, fondata con lo scopo di incrementare il culto dei Santi o della Madonna e di esercitare opere di carità e di pietà. Sono costituite comunemente in una chiesa ed hanno uno statuto, un titolo, un nome ed una foggia particolare di abito. I loro componenti (confratelli) conservano lo stato laico e restano nella vita secolare; essi quindi non hanno l’obbligo di prestare voti, né far vita in comune. Per il Codice di diritto canonico la Confraternita acquista una personalità giuridica distinta da quella dei singoli componenti. Ma non è una persona giuridica secondo il diritto civile, se non è riconosciuta anche dallo Stato.
E per “Arciconfraternita” cosa si intende? Il titolo di "Arciconfraternita" viene attribuito dalla Sede Apostolica (canone 725 del Codex Jiuris Canonici del 1917) a quella Confraternita cui viene concessa la facoltà di aggregarsi ad una Confraternita romana, avente il medesimo fine di culto e la medesima denominazione, perchè possa beneficiaare sia dei vantaggi spirituali derivanti dalle Indulgenze concesse dai Papi, sia di un arricchimento culturale e conoscitivo per meglio incidere nell’opera di evangelizzazione della Chiesa. A Molfetta sotto le pastorali sollecitazioni del vescovo Maiorano Maiorani (1566-1597) che avviò nella nostra Diocesi l’attuazione delle riforme del Concilio di Trento (1563), le Confraternite si affrettarono a muoversi in tal senso. Infatti, l’Arciconfraternita di S.Stefano, sorta presumibilmente intorno al 1400, fu tra le prime ad aggregarsi nel 1586 all’Arciconfraternita della SS.Trinità de’Pellegrini e Convalescenti di Roma. Stessa iniziativa prese l’Arciconfraternita della Morte, fondata il 26 aprile 1613 e aggregata il 28 gennaio 1614 all’Arciconfraternita di S.Maria dell’Orazione e Morte di Roma.
Va detto, a titolo informativo, che il vescovo Maiorano Maiorani era nipote al suo predecessore Nicolò Maiorani (1553-1566), il vescovo del terremoto dell’11 maggio 1560, dal quale Molfetta su salva grazie alla protezione della Madonna dei Martiri. Ma questo è un altro discorso sul quale mi sono soffermato ampiamente e dettagliatamente in altra sede.
1817 Lo scultore napoletano Francesco Verzella scolpisce la statua lignea della Madonna del Buon Consiglio.
La Vergine col Bambino, bella e in posizione seduta su un trono di Saggezza, focalizza tutte le emozioni e le fantasie del Verzella. E’ vestita con eleganza, con raffinatezza, e rappresenta la più alta espressione dello stile del secolo. In un gioco di linee curve, di movimento delle vesti, della forma delle pieghe, del prevalente colore celeste dei drappeggi, la Vergine non esita più ad essere donna e sotto gli abiti, pudicamente, le forme del corpo si svelano. Essa svolge il suo ruolo di sposa e di madre.
1831 Alla Confraternita viene affidato l’incarico di portare annualmente a spalla, il venerdì santo. la statua di Cristo flagellato venerato, con altri quattro capolavori dell’arte scultorea, nella chiesa di S.Stefano, a cura dell’Arciconfraternita omonima.
La statua, presumibilmente di scuola veneziana, fu scolpita intorno al 1520. La figura di Cristo, in piedi, con la tesa leggermente inclinata sulla destra, è completamente nuda, tranne una benda damascata avvolta intorno ai fianchi. I polsi, con le mani incrociate sono legati ad una piccola colonna collocata dietro la colonna vertebrale.
In una memoria del concittadino Giacinto Poli, dettata nel 1836, si rileva che già nel 1831 alla Croce “seguivano le consorterie con torchi accesi”. Le consorterie altro non erano se non le Confraternite.
1834 Alle tre Confraternite: del Buon Consiglio, dell’Assunta e di S.Luigi viene accordato il privilegio di far celebrare Messe da requiem in canto durante l’ottavario dei morti (salvo la domenica).
L’ottavario per i defunti consiste nel suffragare, per otto giorni consecutivi, le anime del Purgatorio con preghiere, con la confessione, comunione e opere di carità. Perchè “ottavario”? L’origine è da attribuire a San Nicola da Tolentino, frate agostiniano vissuto nel XIII secolo. Si dice che mentre dormiva in un eremo nei pressi di Pesaro, costui ebbe la visione di Frate Pellegrino da Osimo il quale lo supplicò di pregare per lui e per una moltitudine di gente che aspettava di essere liberata dalle fiamme del Purgatorio. Al risveglio, Nicola cominciò a pregare, poi al mattino raccontò al priore la visione pregandolo di permettergli per tutta la settimana di celebrare la messa per i defunti. Trascorsa quella settimana, frate Pellegrino gli apparve di nuovo, ringraziandolo per averlo sottratto dal Purgatorio insieme a gran parte delle persone che aveva visto in sogno nella piana di Pesaro. Pregando per i defunti, si chiede al Signore di ascoltare la voce di chi invoca clemenza: De profundis clamavi ad te, Domine: Domine exaudi vocem meam, (salmo 129 ) o misericordia: Miserere nobis, Domine, secundum magnam misericordiam tuam ( salmo 50).
1838 Per disposizione reale, tutte le Confraternite sono obbligate a partecipare alla processione del Corpus Domini e a quella del Patrono.
Tale obbligo dette inizio a numerose e interminabili diatribe sull’ordine di precedenza, ossia sul posto d’onore che ciascuna Confraternita doveva occupare nella processione, a seconda della data di erezione o di quella del Regio Assenso. La questione, dopo tanti anni di discordie, fu definitivamente chiusa sotto l’episcopato di mons. Bello che, con decreto dell’8 settembre 1987, avente efficacia dal 1° gennaio 1988, stabilì il seguente ordine di precedenza: I° Arciconfraternita del SS.Sacramento; 4° Confraternita di S.Antonio; 5° Confraternita dell’Immacolata; 6° Confraternita della Madonna di Loreto; 7° Confraternita della Visitazione della Beata Vergine Maria; 8° Confraternita della Purificazione della Beata Vergine Maria; 10° Confraternita della Madonna del Buon Consiglio; 11° Confraternita dell’Assunta; 12° Confraternita di S.Luigi. Per quanto riguarda il 2° e 3° posto “negli anni pari il secondo posto deve essere occupato dall’Arciconfraternita della Morte, mentre il terzo posto deve essere occupato da quella di S.Stefano; negli anni dispari, il secondo posto deve essere occupato dall’Arciconfraternita di S.Stefano, mentre il terzo posto da quella della Morte”.
1852 (14 giugno) Con atto del notar Matteo Massari, la famiglia Introna, proprietaria del Cappellone di destra intitolato a S.Giuseppe, d’accordo con il parroco, concede alla Confraternita del Buon Consiglio l’uso dell’altare e la facoltà di svolgere le proprie attività di culto della Madonna. La famiglia Introna concede altresì il permesso di costruire la nicchia per la statua della Madonna del Buon Consiglio. A sua volta la Confraternita si obbliga alla manutenzione del Cappellone ed a collocare sull’alto dell’altare un quadro raffigurante s:Giuseppe (è quello che rappresenta il “pio” transito).
San Giuseppe, discendente della stirpe di Davide (Proles David inclyta), fu sposo della Vergine Maria (Dei Genitrix sponse) e padre putativo di Gesù (Filii Dei nutritie). E’ un personaggio silenzioso del Vangelo dove appare per l’ultima volta nell’episodio di Gesù fra i dottori (Luca 2,41). Né sappiamo quando e dove sia morto. Probabilmente era già scomparso quando Gesù cominciò la vita pubblica (alle nozze di Cana di Galilea, infatti, non è menzionato).
1854 (4 gennaio) A cura del parroco don Michele Carabellese, vengono collocati due grandi lampadari di cristallo nei due Cappelloni dell’Assunta e del Buon Consiglio. Uno fu acquistato per 20 ducati dal sig. Corrado Panunzio; l’altro era stato già donato dallo stesso Panunzio alla Confraternita di S.Luigi col peso di 100 Messe in cinque anni per sé e per la moglie Elisabetta Lezza.
1882 Viene stampata la “Novena della Madonna del Buon Consiglio”.
La novena è un periodo di nove giorni preparatori alla festa della Madonna, del Santo o della Santa, e vuole simboleggiare il tempo tra l’Ascensione e la Pentecoste, in cui la Madonna e gli Apostoli si ritirarono in preghiera ( Atti degli Apostoli I,12-14). Quelle della novena sono preghiere con le quali si chiede di ottenere grazie, allontanare pericoli, fugare tentazioni, avere guarigioni, trovare conforto negli affanni. La novena generalmente si conclude con la supplica e un responsorio. “Responsorio” (dal latino respondère, cioè rispondere), significa che al celebrante che proclama o canta un testo risponde il popolo con espressioni uguali o di analogo contenuto.
1884 (16 ottobre) E’ nominato parroco il sac. Giuseppe Binetti (junior). In occasione della presa di possesso del nuovo parroco, il coadiutore sac. Nicola Antico trascrive tutte le pratiche devozionali e le novene in uso nella chiesa S.Gennaro, tra cui le strofette alla Madonna del Buon Consiglio e dell’Assunta, composte dal maestro Panunzio, quelle di S.Luigi dal Maestro Vitantonio Cozzoli.
1903 Papa Leone XIII inserisce nelle Litanie Lauretane l’invocazione alla Vergine con il titolo di Mater Boni Consilii.
Leone XIII, al secolo Vincenzo Gioacchino Pecci, nacque a Carpineto Romano il 2-3-1810, venne ordinato sacerdote il 31 docembre 1837 e il 20 febbraio 1878 fu proclamato Papa all’età di 68 anni: il suo pontificato sarà uno dei più lunghi della storia della Chiesa. Intatti morirà il 27-7-1903 a 93 anni. E’ ricordato soprattutto per l’Enciclica “Rerum Novarum” In essa riconfermò la condanna del socialismo, ma anche della degenerazione della dignità umana che poteva comportare un sistema basato esclusivamente sul profitto, riconoscendo il diritto degli operai a organizzare la propria opposizione a un tale stato di cose.
1961 (22 gennaio) viene ripristinata la Confraternita del Buon Consiglio, inattiva per lungo tempo, dal parroco don Saverio de Palma, sotto l’episcopato di don Tonino Bello, cantore per eccellenza di «Maria»
Antonio Bello (affettuosamente chiamato “don Tonino”) nacque ad Alessano (Lecce) il 18-3-1935. Ordinato sacerdote nel 1957, fu educatore, rettore e poi parroco della Chiesa Madre di Tricase. Nel 1982 Papa Giovanni Paolo II lo chiamò alla guida della Dioocesi di Molfette, Giovinazzo, Terlizzi, Ruvo e dal 1985 fu presidente nazionale di Pax Christi facendosi profeta di giustizia sulle vie della pace fino all’ultimo suo respiro. In Diocesi fu artefice di un grande impegno a servizio degli ultimi. L’attenzione agli ultimi, egli spiegava, non è una scelta esclusiva, ma inclusiva: occorre partire dagli ultimi per arrivare a tutti. Per questo egli parlava di “convivialità delle differenze” e si impegnava per la promozione della Caritas in ogni parrocchia della Diocesi. A Ruvo costituì una comunità di accoglienza per ex tossicodipendenti, oggi a lui intitolata. Fu in prima linea contro la guerra con la marcia a Sarajevo nel 1992. Fu nominato cittadino onorario sia a Molfetta che a Tricase. Morì per un male incurabile a Molfetta il 20 aprile 1993. I suoi funerali, sulla piazza antistante l’antico Duomo rimarranno nella memoria di tutti per la presenza di migliaia e migliaia di persone giunte da tutta Italia.
1988 (25 aprile) Sotto il priorato del sig. Francesco Del Rosso, la statua della Madonna viene solennemente incoronata dal vescovo don Tonino Bello
L’incoronazione solenne delle immagini della beata Vergine Maria è una devozione popolare che si afferma nel XVII secolo. Ispiratore della pia pratica di incoronare le immagini più famose e prodigiose della Madre di Dio è stato il cappuccino fra Girolamo Paolucci da Calboli (Forlì). Gemme preziose, oro, argento e denaro sono raccolti dai fedeli durante i corsi di predicazione per farne preziose corone che vengono poi poste sulle immagini della Vergine col Bambino. Grandi manifestazioni di pietà accompagnano queste cerimonie. L'avvenimento dell'incoronazione della statua miracolosa stimoli sempre più le persone ad avvicinarsi a Dio e a perpetuare nel tempo la fede dei padri.
1996 La statua della Madonna necessita di urgenti interventi di restauro. Ad Antonio Franco di Bari (figlio del noto restauratore prof. Cesare Franco) si affidano i lavori di restauro, a devozione dei coniugi Annese Giovanni e Squeo Isabella.
Tra i fattori di degrado del legno figurano: la variazione di umidità che causa fenditure e deformazioni, i tarli che vivono nel legno rodendolo e scavandovi gallerie e alcuni parassiti vegetali, generalmente funghi, particolarmente dannosi per l’integrità del legno. Questi organismi, che si sviluppano in presenza di aria, umidità e sali minerali attaccano il colore e il legno anche in profondità, distruggendone la struttura interna. Le muffe, invece, si formano solo in superficie.
2008 (25 aprile). Per ricordare il ventennale d’incoronazione della Madonna, la Confraternita fa stampare una pregevole cartolina commemorativa sulla quale viene impresso uno speciale annullo postale
L’annullo speciale è un bollo che attualizza e fissa nel tempo eventi, anniversari e manifestazioni di particolare interesse storico-culturale. Il pubblico ha la possibilità di acquistare le cartoline e, recandosi allo stand appositamente creato da Poste Italiane, fa apporre sulla cartolina un francobollo relativo al tema e l’apposito timbro dell’annullo filatelico .L’annuncio dell’annullo con la relativa immagine del bollo viene poi pubblicato sul sito Internet delle Poste.
Prof. Cosmo Tridente
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